Google ha iniziato a distribuire Avatar, una nuova funzionalità integrata in Gemini che consente agli utenti abbonati di creare una rappresentazione digitale di sé stessi utilizzabile nei video generati dall’intelligenza artificiale. Il sistema riproduce sia l’aspetto fisico sia la voce dell’utente e si basa su Gemini Omni, il modello video presentato dall’azienda nel corso del Google I/O 2026.
L’iniziativa segna un ulteriore sviluppo delle tecnologie generative di Google, che non si limitano più alla produzione di testi, immagini o filmati, ma permettono anche la realizzazione di repliche digitali personalizzate da impiegare nella creazione di contenuti.
La procedura per generare il proprio Avatar è disponibile direttamente all’interno dell’app Gemini. Accedendo alla sezione dedicata nelle impostazioni, gli utenti possono avviare una fase di registrazione guidata che richiede pochi minuti. Durante il processo è necessario inquadrare il volto con la fotocamera frontale dello smartphone, seguire una serie di indicazioni per il movimento della testa e pronunciare ad alta voce alcuni numeri mostrati sullo schermo.
Attraverso questi passaggi il sistema raccoglie le informazioni necessarie per ricostruire le caratteristiche del viso e della voce della persona. Al termine della configurazione, il clone digitale viene associato all’account e può essere richiamato all’interno delle conversazioni con Gemini tramite comandi come @me oppure utilizzando il nome utente registrato.
Una volta creato, l’avatar può comparire in video generati dall’intelligenza artificiale senza che l’utente debba effettuare nuove registrazioni. Il sistema è infatti in grado di produrre contenuti nei quali il soggetto parla, si muove e interagisce all’interno di scenari creati artificialmente.
Le potenzialità della funzione sono state evidenziate anche da una prova pubblicata da Wired. Nel test, un giornalista ha utilizzato Gemini Avatar per realizzare un filmato ambientato al Dolores Park di San Francisco. Nel video il protagonista canta una canzone di compleanno a un dinosauro preistorico generato digitalmente. Sebbene la scena non fosse mai stata realmente registrata, il volto, la voce e le espressioni dell’avatar risultavano fedeli all’aspetto della persona reale.
Secondo quanto riportato dalla testata, il livello di accuratezza raggiunto dalla tecnologia è particolarmente elevato. Le espressioni facciali e la riproduzione vocale appaiono sufficientemente realistiche da rendere difficile distinguere, a un osservatore non familiare con il soggetto, un contenuto artificiale da uno autentico. L’avatar non assume l’aspetto di una rappresentazione stilizzata, ma quello di una replica digitale dettagliata.
Alla base della funzionalità si trova Gemini Omni, il nuovo modello sviluppato da Google DeepMind e progettato per la generazione di video ad alta fedeltà. Avatar rappresenta una delle prime applicazioni concrete di questa tecnologia, che costituisce una parte della più ampia strategia con cui Google sta ampliando la presenza dell’intelligenza artificiale all’interno dei propri servizi.
Le novità presentate durante il Google I/O 2026 non riguardano infatti esclusivamente la creazione di avatar digitali. Nel corso dell’evento, Alphabet ha annunciato una serie di strumenti basati sull’AI destinati sia agli utenti consumer sia alle aziende. Tra questi figurano agenti capaci di svolgere attività in autonomia, come effettuare acquisti online, monitorare la disponibilità di biglietti per eventi, organizzare appuntamenti e gestire programmi e scadenze in tempo reale.
Durante la conferenza, l’amministratore delegato di Alphabet, Sundar Pichai, ha sottolineato come l’utilizzo delle funzionalità basate sull’intelligenza artificiale stia incrementando il ricorso ai servizi di ricerca dell’azienda. Google ha inoltre presentato Gemini 3.5 Flash, un modello destinato ad attività di programmazione e automazione, insieme a Gemini Spark, un assistente progettato per integrare dati provenienti da applicazioni come Gmail, Chrome e YouTube nella gestione di attività e report.
Parallelamente allo sviluppo di queste tecnologie, Google ha introdotto una serie di misure volte a limitare possibili utilizzi impropri degli avatar digitali. La funzione è accessibile esclusivamente agli utenti maggiorenni e richiede che il proprietario dell’account sia fisicamente presente durante la fase di configurazione. L’obiettivo è impedire la creazione non autorizzata di repliche digitali di altre persone.
A tutela della trasparenza, tutti i video prodotti tramite Avatar includono inoltre SynthID, il sistema di watermark invisibile sviluppato da Google. Questa tecnologia consente di verificare l’origine artificiale dei contenuti attraverso gli strumenti messi a disposizione dall’azienda, inclusi Chrome e i servizi di ricerca.
Google ha comunicato che il rilascio della funzionalità è in corso ma non ancora completato a livello globale. Attualmente Avatar è riservato agli utenti che sottoscrivono i piani Google AI e non risulta disponibile nei Paesi dello Spazio Economico Europeo, nel Regno Unito e in Svizzera. Al momento il servizio supporta esclusivamente l’utilizzo della lingua inglese.
L’introduzione di Gemini Avatar rappresenta uno dei più recenti sviluppi nel settore dell’intelligenza artificiale generativa, un ambito nel quale le principali aziende tecnologiche stanno investendo per ampliare le possibilità di creazione di contenuti digitali attraverso strumenti sempre più avanzati e personalizzati.