Elon Musk ha annunciato il lancio di Grokipedia, un’enciclopedia costruita con l’intelligenza artificiale del suo ecosistema X AI e presentata come alternativa “più trasparente” a Wikipedia. L’obiettivo dichiarato è creare una piattaforma capace di correggere ciò che Musk definisce bias e censura del web tradizionale. Secondo The Guardian, Grokipedia è integrata nel chatbot Grok e combina modelli linguistici con aggiornamenti in tempo reale provenienti dal social X.
Poche ore dopo il debutto, però, sono arrivate le prime accuse di plagio. Testate come People e Omni Sweden hanno segnalato che molte voci di Grokipedia riproducono interi paragrafi di Wikipedia senza citare la fonte. In diversi casi le informazioni sono state riscritte da sistemi generativi che introducono errori, inversioni di date e alterazioni dei nomi, rendendo difficile distinguere tra testo originale e sintesi automatica.
Il progetto nasce in un clima di tensione crescente sul rapporto tra AI e produzione del sapere. L’idea di una conoscenza “curata” da un’intelligenza artificiale alimenta interrogativi etici e politici. Chi controlla il modello decide in che modo il mondo viene descritto, e nel caso di Musk questo significa affidare la definizione della verità a un ecosistema tecnologico proprietario.
Gli esperti di media digitali avvertono che Grokipedia potrebbe amplificare la polarizzazione informativa. Secondo la ricercatrice britannica Sarah Robinson, intervistata da The Guardian, «il rischio non è solo la copia, ma la creazione di una realtà parallela, coerente al proprio algoritmo di riferimento».
La risposta di X AI è arrivata via social. Il team ha spiegato che il progetto è in fase sperimentale e che le sovrapposizioni con Wikipedia sono dovute a “dataset pubblici usati per addestrare modelli generativi”. Tuttavia la fondazione Wikimedia ha confermato di stare verificando eventuali violazioni della licenza CC BY-SA.
Al di là delle polemiche legali, Grokipedia rappresenta un segnale chiaro della direzione in cui si sta muovendo la rete. La conoscenza condivisa diventa terreno di competizione tra modelli di intelligenza artificiale, e la domanda centrale resta aperta: se a scrivere la storia sarà un algoritmo, chi garantirà che resti fedele ai fatti.