Intelligenza artificiale e virus su misura: una nuova arma contro i super batteri

Un team di ricercatori ha usato l’intelligenza artificiale per progettare virus capaci di colpire batteri resistenti agli antibiotici, aprendo la strada a terapie innovative contro le infezioni più difficili da curare.

Intelligenza artificiale e virus su misura: una nuova arma contro i super batteri
Condividi:
2 min di lettura

Un gruppo internazionale di scienziati ha dimostrato che l’intelligenza artificiale può essere utilizzata non solo per analizzare dati clinici o accelerare la scoperta di nuovi farmaci, ma anche per inventare veri e propri virus progettati in laboratorio. Si tratta di batteriofagi, virus che non infettano l’uomo ma agiscono esclusivamente contro batteri patogeni, selezionati per colpire quelli più resistenti agli antibiotici.

La ricerca, condotta tra Monash University e altri centri di biotecnologia, ha sviluppato un linguaggio genetico capace di generare nuove sequenze virali. Grazie a questo approccio è stato possibile sintetizzare un cocktail di cinque virus diretti contro Enterobacter cloacae, un batterio responsabile di infezioni gravi e difficili da trattare negli ospedali. I risultati preliminari mostrano che i virus creati dall’IA non solo sopravvivono in laboratorio, ma riescono a riconoscere e distruggere selettivamente i ceppi batterici.

Secondo i ricercatori questa svolta potrebbe inaugurare una nuova era nella lotta alle infezioni. L’uso dei batteriofagi non è una novità assoluta, ma l’intelligenza artificiale consente di superare i limiti tradizionali, generando sequenze genetiche mai viste prima e adattabili a diversi ceppi. Ciò significa poter immaginare terapie personalizzate in grado di inseguire l’evoluzione della resistenza antimicrobica.

Non mancano però le preoccupazioni. La stessa tecnologia che permette di progettare virus utili potrebbe essere sfruttata in maniera impropria, con rischi potenziali per la sicurezza. Per questo la comunità scientifica insiste sulla necessità di regole e controlli condivisi, in modo da favorire l’innovazione medica senza aprire scenari pericolosi.

L’intelligenza artificiale non si limita quindi a generare immagini o testi, ma comincia a intervenire nella scrittura stessa del codice biologico. Una frontiera affascinante e al tempo stesso inquietante che segnerà il futuro della biomedicina.

Tag: