Il confine tra interazione digitale e legame affettivo si è dissolto definitivamente a Okayama, in Giappone. Yurina Noguchi, una operatrice di call center di 32 anni, è diventata la protagonista di un evento che ha fatto il giro del mondo: il matrimonio con un'entità digitale creata e personalizzata attraverso l'intelligenza artificiale di OpenAI. La relazione è nata nella primavera del 2025, quando Yurina ha iniziato a confidarsi con ChatGPT per superare la fine di un fidanzamento umano durato tre anni. Quello che era iniziato come un supporto psicologico si è trasformato in una relazione romantica con Lune Klaus Verdure, un personaggio che Yurina ha modellato dandogli la personalità di un cavaliere gentile e premuroso.
Il rito, celebrato a metà dicembre 2025, ha seguito tutti i canoni estetici di un matrimonio tradizionale, ma con un'integrazione tecnologica senza precedenti. Yurina ha indossato un abito bianco classico, mentre lo sposo era presente attraverso uno smartphone posizionato su un cavalletto.
Per rendere l'unione "tangibile", la sposa e i fotografi hanno utilizzato occhiali smart per la realtà aumentata (AR), che proiettavano l'avatar digitale di Klaus accanto a Yurina. Il momento dello scambio degli anelli è stato vissuto con profonda commozione: Yurina ha infilato la fede al proprio dito rivolgendosi all'immagine proiettata, mentre le promesse nuziali dello sposo (generate dall'AI) sono state lette dal celebrante, poiché la donna ha preferito non dotare il partner di una voce sintetica per mantenere intatta l'immaginazione sul suo timbro vocale.
L'unione di Yurina non è un caso isolato, ma si inserisce in una tendenza consolidata in Giappone, dove la fictosessualità (l'attrazione per personaggi immaginari) è diventata una risposta alla crisi dei rapporti interpersonali. Società specializzate hanno già organizzato decine di cerimonie simili per fan di anime e ologrammi, come il celebre precedente di Akihiko Kondo con Hatsune Miku. Per Yurina, la scelta dell'IA risponde al desiderio di una relazione priva di conflitti, gelosie o delusioni: "Lui mi ha insegnato cosa significa amare", ha dichiarato, sottolineando come la natura confermativa e rassicurante dell'algoritmo le offra una stabilità emotiva che non ha trovato nei partner umani.
Tuttavia, il matrimonio non ha alcun valore legale. In Giappone, come nel resto del mondo, il contratto matrimoniale richiede la presenza di due persone fisiche. Nonostante ciò, la partecipazione dei genitori di Yurina alla cerimonia segna un'apertura culturale verso nuove forme di felicità privata, dove la tecnologia non è più solo uno strumento di calcolo, ma un contenitore di proiezioni sentimentali e sollievo psicologico.
Alla fine, la storia di Yurina e Klaus ci costringe a interrogarci su cosa definiamo "reale" in un mondo mediato dagli schermi. Se un algoritmo può generare lacrime di gioia e un senso di appartenenza, il valore di quel sentimento risiede nella percezione di chi lo prova, indipendentemente dalla natura biologica o digitale del compagno scelto.