L'utilizzo dell'intelligenza artificiale sta modificando anche il mercato dell'usato online, introducendo nuove modalità di frode che coinvolgono sia venditori sia acquirenti. Tra le piattaforme maggiormente interessate dal fenomeno c'è Vinted, il marketplace specializzato nella compravendita tra privati che negli ultimi anni ha registrato una forte crescita in Europa.
Sempre più frequentemente gli utenti segnalano inserzioni caratterizzate da immagini sospette. In alcuni annunci, la persona ritratta mentre indossa un capo presenta caratteristiche fisiche differenti da una fotografia all'altra; in altri casi cambiano dettagli dell'abbigliamento, elementi dello sfondo o particolari dell'ambiente circostante. Si tratta spesso di contenuti creati o modificati attraverso strumenti di intelligenza artificiale, utilizzati per rendere più credibili prodotti che in realtà non appartengono al venditore.
Il funzionamento di Vinted si basa tradizionalmente su un rapporto di fiducia tra le parti. Chi mette in vendita un articolo pubblica fotografie e descrizione dell'oggetto, mentre il pagamento effettuato dall'acquirente viene trattenuto dalla piattaforma fino alla conferma della consegna e della conformità del prodotto ricevuto. Questo modello ha contribuito al successo del servizio, soprattutto tra coloro che preferiscono acquistare capi usati invece di rivolgersi ai grandi siti di fast fashion come Shein, Temu o AliExpress.
L'espansione delle tecnologie di generazione automatica delle immagini ha però favorito nuove pratiche scorrette. Alcuni venditori acquistano prodotti a basso costo su marketplace internazionali e, attraverso software basati sull'AI, realizzano fotografie apparentemente originali per poi riproporre gli stessi articoli su Vinted a prezzi sensibilmente superiori.
A documentare il fenomeno è stata un'indagine condotta dal sito di fact-checking Science Feedback. Analizzando gli annunci suggeriti dalla piattaforma, i ricercatori hanno identificato sedici profili ritenuti sospetti, quasi tutti riconducibili alla Francia. Numerosi account utilizzavano una descrizione simile della propria attività, sostenendo di essere gestiti da un fratello e una sorella, una spiegazione utilizzata per giustificare la presenza contemporanea di abbigliamento maschile e femminile. Le verifiche effettuate hanno inoltre evidenziato come molti articoli corrispondessero a prodotti disponibili su Shein e Temu a circa metà del prezzo richiesto su Vinted.
Secondo Science Feedback, esistono servizi specificamente progettati per supportare questo tipo di operazioni. Tali strumenti consentono di trasformare le immagini di un prodotto presenti su un sito di e-commerce in fotografie realistiche che mostrano una persona mentre lo indossa. Il risultato è la possibilità di pubblicare annunci senza possedere fisicamente la merce, acquistandola soltanto dopo aver ricevuto un ordine da parte di un cliente. Un sistema che richiama il modello del dropshipping, ma reso più accessibile grazie alle potenzialità dell'intelligenza artificiale.
In molti casi le anomalie risultano individuabili osservando attentamente le fotografie. Le immagini generate artificialmente presentano spesso una qualità particolarmente uniforme, con illuminazione omogenea, assenza di imperfezioni e livelli di definizione poco compatibili con scatti realizzati in contesti domestici. Anche la mancanza di coerenza tra le diverse foto dello stesso annuncio può rappresentare un segnale d'allarme.
Tra gli elementi che possono far sospettare l'utilizzo dell'AI figurano cambiamenti improvvisi nell'aspetto della persona fotografata, differenze ingiustificate negli sfondi o la scomparsa e ricomparsa di oggetti presenti nell'ambiente. A questi si aggiungono errori tipici delle immagini sintetiche, come mani con un numero errato di dita, dettagli anatomici poco realistici o riflessi incompatibili con le leggi dell'ottica. In alcuni casi è stato osservato persino il logo Apple di uno smartphone visibile correttamente in una fotografia allo specchio, quando dovrebbe apparire invertito.
Per ridurre il rischio di acquistare prodotti presentati in modo ingannevole, gli utenti possono effettuare alcune verifiche preliminari. Un'inserzione autentica tende generalmente a mostrare il capo da numerose prospettive, mentre gli annunci costruiti con immagini artificiali dispongono spesso di poche fotografie. Anche la presenza dell'etichetta originale o di indicazioni precise sul marchio rappresenta un elemento utile per valutare l'affidabilità dell'offerta.
Nel caso in cui permangano dubbi, è possibile richiedere ulteriori immagini direttamente al venditore, specificando l'angolazione desiderata o chiedendo una fotografia dettagliata dell'etichetta. Chi possiede realmente l'articolo è normalmente in grado di soddisfare la richiesta, mentre chi si affida a immagini generate artificialmente tende più frequentemente a non fornire ulteriore documentazione.
Uno strumento particolarmente efficace rimane la ricerca inversa delle immagini tramite Google Lens o Google Immagini. Caricando una fotografia dell'annuncio è possibile verificare se la stessa immagine compare su altri siti di vendita online. Nel caso di inserzioni fraudolente, spesso emergono corrispondenze con prodotti presenti su piattaforme come Shein, Temu o AliExpress a prezzi significativamente inferiori.
Le criticità non riguardano tuttavia soltanto i venditori. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le segnalazioni relative ad acquirenti che utilizzerebbero l'intelligenza artificiale per simulare danni inesistenti agli oggetti ricevuti. Le testimonianze provengono da social network come Facebook e Reddit, ma anche da testate internazionali come il Times di Londra.
Il sistema di protezione degli acquisti previsto da Vinted consente all'acquirente di segnalare eventuali problemi entro due giorni dalla consegna. In presenza di una contestazione corredata da fotografie, la piattaforma valuta la documentazione e decide se autorizzare il rimborso. Diversamente da quanto accade su eBay, in alcune circostanze il denaro può essere restituito senza richiedere la restituzione del prodotto contestato.
Secondo alcune segnalazioni, riportate dal Times attraverso la testimonianza di Mike Winnet, imprenditore britannico di 41 anni. Dopo aver venduto un completo Lacoste nuovo, mai utilizzato, per 70 sterline, si è visto contestare la transazione sulla base di una fotografia che mostrava un foro nel tessuto. Winnet ha dichiarato di ritenere l'immagine artificiale, sostenendo che materiali e illuminazione non corrispondessero al capo spedito. L'acquirente avrebbe poi bloccato ogni contatto ed eliminato il proprio account. Il venditore ha ottenuto il rimborso soltanto dopo quasi un mese di comunicazioni con Vinted e dopo l'intervento del quotidiano britannico. In seguito al racconto pubblicato su LinkedIn, Winnet ha ricevuto circa settecento commenti da altri utenti che riferivano esperienze analoghe.
Il fenomeno arriva in una fase particolarmente positiva per la società lituana. Nell'aprile scorso Vinted ha raggiunto una valutazione di 8 miliardi di euro grazie a una transazione secondaria guidata dal fondo svedese EQT Growth, che ha comportato la vendita di azioni per 880 milioni di euro. L'operazione ha confermato il crescente peso economico del settore second hand nel panorama europeo.
Resta da valutare quale impatto avranno nel lungo periodo le nuove forme di frode favorite dall'intelligenza artificiale. Per una piattaforma fondata sulle relazioni dirette tra privati, la credibilità del sistema rappresenta infatti un elemento essenziale. L'aumento di annunci manipolati e contestazioni sospette potrebbe influire sulla percezione di affidabilità del servizio e rappresentare una delle principali sfide per il futuro del marketplace.