Il Giappone rompe gli indugi e affida ai computer il primo traghetto commerciale di massa

Con 500 passeggeri e 60 auto a bordo, l'Olympia Dream Seto supera la fase sperimentale e inaugura il trasporto di massa a guida autonoma nel mare interno di Seto.

@Bridge Valley marinetraffic https://www.marinetraffic.com/
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La compagnia di navigazione Ryobi Ferry Co., sotto l'egida del consorzio tecnologico guidato dalla Nippon Foundation, ha inaugurato ufficialmente nel dicembre 2025 il servizio commerciale dell'Olympia Dream Seto, il primo traghetto al mondo dotato di sistemi di guida autonoma certificati per il trasporto misto di passeggeri e veicoli pesanti. L'imbarcazione, lunga 66 metri, ha iniziato a operare regolarmente sulla rotta di 70 minuti che collega il porto di Shin-Okayama all'isola di Shodoshima, nel trafficato Mare Interno di Seto. Questa operazione segna il passaggio definitivo dalla teoria alla pratica industriale: non si tratta più di test in acque confinate, ma di una risposta operativa alla crisi demografica che sta svuotando i ranghi della marina mercantile giapponese.

L'avvio del servizio rappresenta un salto di scala significativo rispetto ai precedenti esperimenti europei, spesso limitati a piccole navette urbane per soli passeggeri. L'Olympia Dream Seto è una nave vera e propria, capace di imbarcare fino a 500 persone e 60 automobili, gestendo la navigazione complessa attraverso uno stretto braccio di mare noto per le forti correnti e l'intenso traffico marittimo. Il sistema di bordo, sviluppato nell'ambito del progetto governativo MEGURI2040, utilizza un livello di autonomia che permette alla nave di rilevare ostacoli, calcolare rotte alternative ed evitare collisioni senza alcun intervento umano diretto, sebbene un equipaggio ridotto rimanga a bordo per monitorare i sistemi e garantire la sicurezza psicologica dei passeggeri in questa prima fase.

La tecnologia alla base di questo primato non è fine a se stessa, ma risponde a una necessità strutturale del Giappone: l'invecchiamento della popolazione. Con oltre la metà dei marittimi nazionali che ha superato i 50 anni e una carenza cronica di nuove leve, l'automazione navale è vista non come un lusso futuristico ma come l'unica via per mantenere attive le linee vitali che collegano le migliaia di isole dell'arcipelago. Il governo di Tokyo ha accelerato i processi di certificazione, creando un quadro normativo che permette a navi come l'Olympia Dream Seto di operare legalmente con standard di sicurezza equivalenti o superiori a quelli della navigazione tradizionale.

Il funzionamento del traghetto si basa su una fusione sensoriale avanzata che combina radar, telecamere termiche e sistemi AIS (Automatic Identification System) elaborati in tempo reale da un'intelligenza artificiale centrale. Durante i viaggi inaugurali, il sistema ha dimostrato di poter gestire manovre di accosto e disormeggio con una precisione millimetrica, riducendo drasticamente il carico di lavoro cognitivo per gli ufficiali in plancia, che si trasformano da timonieri a supervisori di sistema.

L'ingresso in servizio di questa unità apre nuovi scenari per la logistica globale. Se il modello giapponese si dimostrerà sostenibile economicamente, potrebbe innescare una rapida adozione di tecnologie simili anche nel Nord Europa e nel Nord America, dove i problemi di reclutamento del personale marittimo sono altrettanto pressanti. Resta da vedere come reagirà il pubblico alla prospettiva di affidare la propria incolumità a un algoritmo in mare aperto, ma il precedente è ormai stabilito: il capitano del futuro potrebbe non trovarsi più sul ponte di comando, ma all'interno di un server.

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