Taylor Swift registra voce e immagine per difendersi dai deepfake

La cantante avvia una strategia per proteggere la propria identità nell’era dell’intelligenza artificiale.

Taylor Swift registra voce e immagine per difendersi dai deepfake
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Taylor Swift ha avviato una procedura per registrare come marchi la propria voce e la propria immagine, con l’obiettivo di limitare utilizzi non autorizzati legati ai contenuti generati tramite intelligenza artificiale.

Secondo quanto riportato la società della cantante, TAS Rights Management, ha depositato tre richieste presso lo US Patent and Trademark Office. Due riguardano marchi sonori associati alle frasi “Hey, it’s Taylor Swift” e “Hey, it’s Taylor”, mentre la terza si riferisce a una fotografia ampiamente riconoscibile dell’artista durante l’Eras Tour. L’immagine descritta nei documenti mostra Swift su un palco rosa con una chitarra dello stesso colore, una tracolla nera, un body iridescente multicolore e stivali argentati, davanti a un microfono variopinto con luci viola sullo sfondo.

L’iniziativa si colloca in un contesto caratterizzato dalla crescente diffusione dei deepfake, in particolare sui social network, dove immagini e voci di personaggi noti vengono impiegate senza autorizzazione. Il fenomeno riguarda in modo significativo le figure pubbliche, spesso coinvolte in contenuti manipolati a scopo pubblicitario o in materiale esplicito. Un’analisi condotta da Copyleaks ha individuato su TikTok video sponsorizzati in cui versioni sintetiche di Swift, Kim Kardashian, Rihanna e altri vengono utilizzate per promuovere servizi ritenuti potenzialmente fraudolenti o dannosi.

I contenuti individuati riproducono contesti simili a interviste o apparizioni televisive, come red carpet o talk show, ma presentano dichiarazioni non autentiche. In uno dei casi esaminati, una versione artificiale di Swift, ottenuta da filmati alterati di una sua partecipazione al Tonight Show di Jimmy Fallon, invita gli utenti a partecipare a un programma denominato “TikTok Pay”, sostenendo che alcuni partecipanti riceverebbero compensi per guardare video e fornire opinioni. L’interazione con questi annunci conduce a piattaforme esterne, spesso sviluppate con strumenti di intelligenza artificiale, nelle quali viene richiesto l’inserimento di dati personali.

Non sono noti gli scopi finali della raccolta di queste informazioni, ma le truffe basate su deepfake risultano in aumento. Nella settimana del 20 aprile, la Consumer Federation of America ha intrapreso un’azione legale contro Meta, accusando l’azienda di non aver efficacemente contrastato la diffusione di tali contenuti su Facebook e Instagram. Il 27 aprile, la Federal Trade Commission ha segnalato un incremento generale delle frodi sui social media, indicando Facebook come la piattaforma associata alle perdite economiche più elevate.

In passato, l’immagine e la voce di Swift sono già state utilizzate in contenuti generati artificialmente, tra cui pubblicità non autorizzate, deepfake espliciti e falsi endorsement politici. Nel 2024, Donald Trump ha pubblicato su Truth Social immagini manipolate che mostravano erroneamente il sostegno della cantante alla sua candidatura presidenziale.

Il ricorso alla registrazione di marchi rappresenta una strategia per rafforzare la tutela dell’identità in ambito digitale. L’avvocato specializzato in proprietà intellettuale Josh Gerben ha osservato che la registrazione della voce parlata di una celebrità costituisce un’applicazione innovativa del diritto dei marchi, non ancora verificata in sede giudiziaria. Storicamente, la protezione delle opere musicali si è basata sul diritto d’autore, ma le tecnologie attuali permettono di generare contenuti che imitano una voce senza utilizzare registrazioni esistenti, determinando una lacuna normativa che i marchi potrebbero contribuire a colmare. In questo contesto, la registrazione di espressioni specifiche consentirebbe di contestare non solo copie identiche, ma anche riproduzioni considerate “confondibilmente simili”.

Taylor Swift dispone già di oltre 50 marchi collegati al proprio nome, ai titoli degli album e a elementi distintivi dei suoi brani. Dopo la pubblicazione dell’album 1989 nel 2014, ha registrato espressioni come “This sick beat” e “We never go out of style”. Nel 2024 ha inoltre depositato il marchio Female Rage: The Musical, riferito a una sezione dell’Eras Tour dedicata all’album The Tortured Poets Department.

Non sono state rese note dichiarazioni ufficiali da parte della cantante in merito alle nuove richieste, ma l’iniziativa si inserisce in un contesto in cui l’utilizzo non autorizzato dell’identità digitale rappresenta una questione crescente sotto il profilo economico e reputazionale.

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