Dove nasce la sanità del futuro: Google Cloud e Adtalem formano i professionisti dell’IA

Adtalem e Google Cloud lanciano un programma di formazione sull’intelligenza artificiale per professionisti sanitari, previsto per il 2026.

Dove nasce la sanità del futuro: Google Cloud e Adtalem formano i professionisti dell’IA
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La corsa all’intelligenza artificiale in Sanità continua, ma la vera sfida oggi non è la tecnologia, ma la preparazione delle persone che dovranno usarla. Tra gli ospedali, le università e i centri di ricerca di mezzo mondo si respira un entusiasmo per il cambiamento, anche se meno di un terzo dei professionisti ammette di non sentirsi ancora pronti ad applicarli davvero, in corsia o negli ambulatori.


Da questa consapevolezza nasce la partnership annunciata pochi giorni fa tra Adtalem Global Education e Google Cloud, che insieme lanceranno nel 2026 un programma di formazione specifico sull’intelligenza artificiale per professionisti della salute. L’obiettivo, semplice ma ambizioso, è quello di creare una generazione di operatori sanitari in grado di comprendere, valutare e utilizzare gli strumenti di IA in modo consapevole e sicuro.


Adtalem, che gestisce alcune delle principali università mediche e infermieristiche negli Stati Uniti, offrirà corsi e moduli pensati per studenti, medici, infermieri, psicologi e professionisti del benessere. Si parlerà di applicazioni cliniche dell’IA, di etica, di sicurezza del paziente e di uso pratico degli algoritmi nel lavoro quotidiano. Le lezioni saranno integrate con la piattaforma tecnologica di Google Cloud, che metterà a disposizione modelli come Gemini e strumenti di analisi dati certificati per ambienti sanitari.


Secondo Michael Betz, Chief Digital Officer di Adtalem: “Questa collaborazione offrirà ai nostri studenti e ai professionisti sanitari un vantaggio reale nel loro percorso di carriera. L’obiettivo non è sostituire l’essere umano con le macchine, ma insegnare a sfruttare l’intelligenza artificiale per migliorare le decisioni cliniche e liberare tempo da dedicare ai pazienti”.


Il programma si distingue per il suo percorso sistemico, che coinvolgerà diverse discipline sanitarie: medicina, infermieristica, psicologia, fisioterapia, veterinaria e salute pubblica. L’intento è rendere la conoscenza dell’intelligenza artificiale una competenza di base per chi opera nella Sanità, al pari delle linee guida cliniche o delle competenze comunicative.


Un altro elemento interessante è la flessibilità. I corsi saranno accessibili anche per chi lavora già in ospedale o in struttura, con percorsi modulabili in base agli orari e alle esigenze del personale. Questo per evitare che la formazione diventi un ulteriore peso organizzativo, ma piuttosto un investimento concreto sul futuro.


In Europa, e in particolare in Italia, l’interesse per l’intelligenza artificiale in sanità cresce di giorno in giorno, ma resta ancora molto da fare sul piano della preparazione. La sanità pubblica vive un momento di forte pressione, con poche risorse umane, un carico assistenziale sempre più elevato, burocrazia complessa e stanchezza diffusa tra gli operatori. In uno scenario simile, ogni innovazione rischia di essere percepita come un peso aggiuntivo se non è accompagnata da un adeguato percorso di formazione.


Nel nostro Paese le prime applicazioni dell’IA sono già realtà. Si sperimenta nei sistemi di supporto al triage, nella diagnostica per immagini e nella gestione dei dati clinici. Ciò che ancora manca è una formazione strutturata e riconosciuta che aiuti medici, infermieri e tecnici a usare queste tecnologie in modo consapevole, etico e sicuro e l'iniziativa di Adtalem e Google Cloud mostra che la direzione è possibile e offre un modello di riferimento. Un progetto analogo, adattato al sistema universitario italiano e alle normative europee su privacy e trasparenza, potrebbe rappresentare un passo avanti concreto verso una sanità realmente digitale e centrata sulle persone.

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