Meta espelle ChatGPT e Copilot per blindare l'AI su WhatsApp

A partire da gennaio 2026, le nuove policy di WhatsApp obbligano OpenAI e Microsoft a ritirare i propri chatbot. La decisione lascia Meta AI come unico assistente sulla piattaforma, sollevando critiche sulla concorrenza e innescando un'indagine antitrust europea.

Meta espelle ChatGPT e Copilot per blindare l'AI su WhatsApp
Condividi:
3 min di lettura

l più grande servizio di messaggistica al mondo sta per chiudere le porte a ogni concorrente di intelligenza artificiale, delineando una strategia di dominio che ha immediatamente innescato una severa reazione regolatoria. Meta ha notificato a OpenAI e Microsoft che i rispettivi chatbot, ChatGPT e Copilot, non potranno più operare all'interno di WhatsApp a partire dal 15 gennaio 2026. La mossa è il risultato di un aggiornamento delle Business Solution Terms di WhatsApp, introdotto in ottobre 2025, che vieta l'uso dell'API commerciale della piattaforma a qualsiasi provider la cui offerta principale sia l'intelligenza artificiale generativa. Tale restrizione, che si applicherà a tutte le terze parti, lascia Meta AI, il servizio interno basato su modello Llama, come unico assistente conversazionale generale disponibile per gli oltre due miliardi di utenti del servizio, stabilendo di fatto un monopolio di canale in un mercato ad altissima crescita.

L'uscita forzata dei servizi concorrenti non è rimasta inosservata a livello istituzionale. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana (AGCM) ha prontamente ampliato la sua indagine su Meta, avviata originariamente a luglio 2025 per questioni di consenso nell'integrazione di Meta AI. L'AGCM, le cui preoccupazioni sono condivise in altri contesti europei, sta valutando se le nuove policy aziendali costituiscano un abuso di posizione dominante, limitando l'accesso al mercato per gli sviluppatori di AI e impedendo alle aziende di scegliere liberamente gli strumenti da integrare nei loro flussi di lavoro su WhatsApp. Il regolatore ha indicato che misure cautelari provvisorie restano una possibilità concreta mentre valuta l'effetto combinato di questi nuovi termini e la più ampia integrazione dell'AI.

La strategia di Meta non mira unicamente a promuovere la sua tecnologia, ma a esercitare un controllo cruciale sull’ecosistema AI che ruota attorno alla messaggistica. Per le aziende e gli sviluppatori, WhatsApp rappresenta una piattaforma essenziale per l'assistenza clienti e le comunicazioni, soprattutto in mercati ad alta penetrazione come l'India e l'America Latina. L'eliminazione dei rivali costringe le aziende che si affidavano a soluzioni di OpenAI e Microsoft a intraprendere una rapida migrazione strategica, pena il dover accettare Meta AI come l'unica opzione di automazione per il canale di comunicazione più critico. Si evidenzia così il rischio di vendor lock-in, dove la dipendenza da un'infrastruttura di comunicazione si traduce in una dipendenza forzata anche per l'ecosistema di intelligenza artificiale.

Per gli utenti, la rimozione di ChatGPT e Copilot riduce la libertà di scelta e limita l'accesso a modelli conversazionali che, per ammissione di molti osservatori internazionali, sono attualmente percepiti come più performanti o personalizzabili rispetto all'offerta basata su Llama. Mentre OpenAI ha fornito agli utenti la possibilità di collegare i loro account per preservare la cronologia delle conversazioni prima del ritiro di gennaio, Microsoft ha confermato che per Copilot tale opzione non sarà disponibile. Entrambe le aziende stanno reindirizzando gli utenti verso le loro app e piattaforme native, evidenziando come l'AI stia frammentando il suo spazio operativo in reazione alle decisioni politiche delle grandi piattaforme.

Il caso di WhatsApp dimostra che il futuro dell'AI non sarà stabilito solo dall'innovazione dei modelli, ma sempre più dal controllo politico esercitato dai giganti tecnologici sulle infrastrutture di distribuzione. La mossa di Meta, pur essendo una decisione aziendale sui termini di servizio, è in realtà un atto di chiusura di un intero settore.

Alla fine, la vera partita per il dominio dell'intelligenza artificiale non si gioca sui megadati, ma sui confini sottili che le grandi piattaforme disegnano per definire chi può e chi non può comunicare con i loro miliardi di utenti.

Tag: