Il segretario generale delle Nazioni Unite chiede restrizioni sull’IA e la riforma del Consiglio di Sicurezza

Guterres chiude il mandato all'ONU chiedendo restrizioni globali sull'IA, riforme per superare lo stallo geopolitico e interventi urgenti per il clima.

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Di The White House - https://www.flickr.com/photos/202101414@N05/54823840784/, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=178989641
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Con il suo discorso di commiato all’Assemblea, Guterres ha sancito la fine del suo mandato decennale come segretario generale delle Nazioni Unite durante il quale ha tentato di rendere l’ONU un’organizzazione capace di mediare i conflitti e una sede di confronto per la regolamentazione delle nuove tecnologie.

Il 22 settembre, durante il suo ultimo discorso all’Assemblea generale, Antonio Guterres ha sollecitato i leader mondiali ad affrontare alcune delle sfide più importanti per il futuro dell’organizzazione: stabilire delle restrizioni sull’intelligenza artificiale, porre fine ai conflitti, trovare delle soluzioni per mitigare il cambiamento climatico e riformare le istituzioni dell’ONU che faticano ad affrontare le sfide globali sempre più pressanti.

Mentre il segretario generale ribadiva la sua richiesta di istituire una supervisione globale per limitare i rischi dell’IA, il Consiglio di Sicurezza si preparava a ospitare i leader delle principali aziende AI per discutere in merito a questa potente tecnologia.

Guterres si è anche soffermato sulla fase di stallo che sta vivendo attualmente l’organizzazione, dimostrata, per esempio, dall’assenza del presidente cinese Xi Jinping e di altri leader mondiali, tra cui i rappresentanti di Sudafrica, India e Germania.

Il segretario generale ha inoltre ribadito le principali tematiche del suo mandato decennale e, in particolare, il proprio sostegno  alla soluzione dei due Stati per Israele e Palestina, ha richiesto con forza che «chi inquina debba pagare» per contrastare il cambiamento climatico, e ha sollecitato una riforma delle istituzioni internazionali. I delegati presenti all’Assemblea generale hanno espresso il loro sostegno alle sue posizioni accogliendo le sue parole con un lungo applauso.

Con il suo discorso di commiato, Guterres ha sancito la fine del suo mandato, durante il quale ha tentato di rendere l’ONU un punto di riferimento nella mediazione dei conflitti e una sede di confronto per la regolamentazione delle nuove tecnologie.

«È necessario che i Paesi alla guida di questa rivoluzione tecnologica condividano le informazioni riguardo i possibili rischi delle nuove tecnologie, cooperino nelle fasi di sperimentazione e valutazione, e lavorino per definire delle garanzie comuni che ci proteggano dai potenziali rischi».

Guterres ha esortato i capi di stato e di governo presenti a «promuovere le condizioni necessarie per uno sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale e per l’istituzione di ulteriori misure di sicurezza indispensabili per affrontare i relativi rischi» e a «lavorare per la creazione di un quadro multilaterale di gestione dei potenziali pericoli dell’IA, supportato da una supervisione attendibile e indipendente».

Domenica 20 settembre, il segretario al tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato che Washington ha presentato un nuovo sistema di segnalazione per la  valutazione della sicurezza dell’IA, il quale è stato sottoposto all’attenzione del presidente statunitense, Donald Trump, e del presidente cinese, Xi Jinping, durante il loro summit, avvenuto il 24 settembre. L’iniziativa è emersa durante i colloqui per l’istituzione di un dialogo tra Stati Uniti e Cina riguardo l’intelligenza artificiale e i possibili incidenti con eventuali implicazioni per la sicurezza nazionale.

Un sostenitore della regolamentazione globale dell’intelligenza artificiale

Guterres chiede da tempo di stabilire una regolamentazione globale dell’intelligenza artificiale: nel 2023, l’ONU ha istituito un organo consultivo sull’IA composto da 39 membri, tra cui dirigenti di aziende che operano nel settore tecnologico, funzionari governativi e accademici provenienti da Paesi come Stati Uniti, Russia e Giappone. Quello stesso anno, quando la Cina auspicava che la tecnologica non si trasformasse in un “cavallo imbizzarrito” e Washington avvertiva dei pericoli dell’IA, che poteva essere utilizzata per censurare o reprimere le persone, il Consiglio di Sicurezza, incaricato di mantenere la pace e la sicurezza internazionali, si riuniva per la prima volta per discutere dei rischi dell’intelligenza artificiale.

Riguardo al Medio Oriente, dove il conflitto si è allargato a causa delle conquiste degli Houthi lungo la costa del Mar Rosso, minando le rotte commerciali, e mentre persistono le tensioni nello Stretto di Hormuz, Guterres ha lanciato un appello alla «de-escalation» e al «dialogo»: «Insieme, mandiamo da quest’aula un messaggio chiaro: i conflitti devono cessare. Gli aiuti umanitari devono poter fluire. Inoltre, i diritti e le libertà di navigazione devono essere completamente ripristinati in conformità con il diritto internazionale».

Quanto al sistema delle Nazioni Unite, definito da Trump e da altri esponenti politici inefficace e appesantito dalla burocrazia in seguito alla decisione degli Stati Uniti di ritirarsi da diverse agenzie ONU e di ridurre drasticamente i finanziamenti all’organizzazione, Guterres ha affermato: «I nostri meccanismi di azione collettiva sono messi sempre più a dura prova», inoltre ha ribadito che le istituzioni internazionali «continuano a rispecchiare gli equilibri di potere e gli interessi di un’epoca ormai superata».

Con il suo discorso, Guterres si è congedato da gran parte dei leader mondiali con cui ha collaborato negli ultimi dieci anni affermando: «Il 1° gennaio, quando non sarò più segretario generale, siate certi che ovunque sarò, qualsiasi cosa farò, continuerò a difendere la convinzione che la pace è possibile. Continuerò a difendere i valori della Carta delle Nazioni Unite e non mi arrenderò mai. Grazie».

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