Quando la formazione musicale non è attività accessoria ma sistema organizzato, diventa una vera tecnologia educativa. All’ICS Cesareo-Salgari di Palermo l’indirizzo musicale è stato costruito negli anni come infrastruttura didattica stabile, capace di integrare curricolo, pratica strumentale, coro e orchestra in un percorso coerente e progressivo.
L’istituto ha sviluppato un impianto formativo completo che consente agli studenti di lavorare su competenze tecniche, ascolto, coordinazione e collaborazione. Lo studio degli strumenti comprende pianoforte con la professoressa Carla Spanò, chitarra con il professor Giorgio Buttitta, violino con il professor Girolamo Lampasona e clarinetto con il professor Franco Lanzi. La progettazione didattica è orientata alla progressione delle abilità e alla continuità degli studi, come dimostra il numero di alunni che prosegue poi nel Liceo Musicale. Anche il repertorio orchestrale, curato e arrangiato dal professor Buttitta, segue criteri pedagogici precisi e adattivi.
Dentro questa architettura formativa si inserisce il Coro delle Voci Bianche, attivo da cinque anni su iniziativa della dirigente scolastica Maria Pizzolanti. Il progetto, avviato dalla professoressa Maddalena Cirrincione e oggi seguito dal professor Samuele Librizzi, coinvolge le classi quarte e quinte della primaria dei plessi Salgari e Alongi. Il lavoro corale sviluppa intonazione, controllo vocale e senso ritmico, e dialoga spesso con l’orchestra dell’istituto, creando ambienti di apprendimento cooperativo tra fasce di età diverse.
L’innovazione didattica si vede anche nelle scelte meno comuni, come l’introduzione del contrabbasso, strumento fondamentale nell’equilibrio orchestrale ma raro nei percorsi scolastici di base. Il progetto è stato reso possibile grazie alle ore di potenziamento musicale e al lavoro del professor Giovanni Villafranca, con il contributo diretto della professoressa Maddalena Cirrincione che ha acquistato e donato lo strumento alla scuola. L’iniziativa è stata accompagnata da una lezione dimostrativa del maestro Luca Ghidini del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo, in duetto con il professor Villafranca, trasformata in esperienza didattica aperta.
Il risultato è un modello in cui la musica funziona come piattaforma di competenze: metodo, disciplina, ascolto attivo, coordinazione di gruppo, responsabilità individuale dentro un sistema collettivo. Non solo educazione artistica, ma progettazione formativa. In questa prospettiva la musica diventa tecnologia culturale applicata alla scuola, capace di generare continuità, orientamento e opportunità reali di sviluppo.