Egitto: presentato il quadro nazionale delle competenze sull’intelligenza artifi...
L’Egitto è tra i primi Paesi al mondo ad integrare l'IA nell'istruzione: presentato il nuovo quadro di competenze UNESCO per formare gli insegnanti del futuro.
L’Egitto è tra i primi Paesi al mondo ad integrare l'IA nell'istruzione: presentato il nuovo quadro di competenze UNESCO per formare gli insegnanti del futuro.
Dario Amodei chiarisce la posizione di Anthropic escludendo la richiesta di un bando per le architetture ad accesso libero ma sollecitando controlli stringenti sull'esportazione di componenti hardware.
L'evoluzione delle tecnologie generative e l'autonomia degli agenti digitali stanno trasformando la competizione tra Washington e Pechino in uno scontro sistemico per la sovranità infrastrutturale globale.
Il gruppo Alphabet studia un processore sperimentale progettato per scolpire la struttura dell'intelligenza artificiale direttamente nei circuiti integrati. Il progetto punta a quintuplicare l'efficienza dei dati prodotti per unita di energia entro i prossimi quattro anni.
La FDA approva il sistema robotico Hugo di Medtronic per la chirurgia urologica: eseguito alla Cleveland Clinic il primo intervento negli USA. Un'innovazione che punta a portare la chirurgia robotica in sempre più ospedali.
Partita la sperimentazione promossa da AGENAS nell'ambito del PNRR che porta una piattaforma di intelligenza artificiale negli studi di 1.500 medici di base. Il sistema agirà come un co-pilota clinico per supportare diagnosi, prevenzione e gestione delle patologie croniche, lasciando sempre al professionista la decisione finale.
La governance dell’IA diventa un tema centrale per aziende e pubbliche amministrazioni. Non basta adottare strumenti: servono processi, responsabilità, controlli sui dati e gestione dei rischi.
L’Indonesia sta lavorando a una roadmap per adottare l’IA nei servizi pubblici, inclusi pasti scolastici, screening sanitari e monitoraggio dei dati. Una scelta che apre il tema del welfare algoritmico.
Dopo la corsa all’addestramento dei grandi modelli, cresce il mercato dell’inferenza: infrastrutture che permettono alle aziende di usare l’IA ogni giorno in modo rapido, scalabile e meno costoso.
L'accesso alla conoscenza non è mai stato così semplice. Motori di ricerca e intelligenza artificiale permettono di ottenere informazioni in pochi secondi, ma questo non significa che tutte le risposte abbiano lo stesso valore. In un mondo dove la conoscenza è sempre più accessibile, il vero elemento distintivo potrebbe diventare l'autorevolezza.
Mentre l'attenzione pubblica si concentra su chip, data center e modelli linguistici, governi e aziende stanno combattendo una competizione diversa: attrarre gli ingegneri, i ricercatori e gli scienziati che rendono possibile l'intelligenza artificiale. Una corsa globale che coinvolge Stati Uniti, Cina, Emirati Arabi e Arabia Saudita e che potrebbe determinare i futuri equilibri tecnologici ed economici.
Dai social network ai motori di ricerca, fino ai sistemi di intelligenza artificiale, gran parte delle informazioni che incontriamo ogni giorno viene selezionata da algoritmi. Una realtà ormai consolidata che solleva una domanda sempre più importante: chi decide quali contenuti vediamo, quali ignoriamo e quali consideriamo affidabili?
Dagli Stati Uniti alla Cina, passando per Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Unione Europea, sempre più governi stanno destinando risorse enormi allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Non si tratta soltanto di innovazione tecnologica: in gioco ci sono competitività economica, sicurezza nazionale, ricerca scientifica e influenza geopolitica.
L'intelligenza artificiale si alimenta di enormi quantità di informazioni. Ma mentre cresce la domanda di dati per addestrare nuovi modelli, aumentano i segnali che le fonti facilmente accessibili stanno diventando meno abbondanti. Una sfida che potrebbe ridefinire il valore economico e strategico delle informazioni.
Internet è nato come uno spazio pensato per essere navigato dagli esseri umani. Oggi, però, assistenti digitali e sistemi di intelligenza artificiale leggono, sintetizzano e riorganizzano i contenuti online prima che arrivino agli utenti. Una trasformazione che può cambiare editoria, SEO, informazione e valore delle fonti originali.
Grazie a nuove funzionalità di ricerca conversazionale, sarà possibile descrivere ciò che si desidera guardare in linguaggio naturale e ricevere suggerimenti personalizzati, riducendo il tempo trascorso a scorrere il catalogo.
Per decenni abbiamo imparato a usare software attraverso pulsanti, menu e schermate sempre più complesse. Oggi l'intelligenza artificiale sta introducendo un modello diverso: parlare, scrivere o chiedere direttamente ciò che vogliamo ottenere. Una trasformazione che potrebbe cambiare il rapporto tra persone e tecnologia più di quanto abbiano fatto smartphone e app.
L’intelligenza artificiale sta cambiando la sicurezza informatica: non crea solo nuove minacce, ma rende più rapidi e credibili attacchi già esistenti come phishing, frodi digitali e ricerca di vulnerabilità. Per aziende e istituzioni, la difesa non passa più solo dai firewall, ma da cultura, formazione e governance.
Le scuole salesiane hanno utilizzato chatbot e strumenti di intelligenza artificiale per due anni coinvolgendo migliaia di studenti e docenti.