La medicina che resta umana nell’era dell’AI, torna il Premio letterario FNOMCeO: ecco come partecipare

Il Premio letterario FNOMCeO 2026, dedicato a Roberto Stella, riflette sul futuro della cura tra intelligenza artificiale e relazione di fiducia.

La medicina che resta umana nell’era dell’AI, torna il Premio letterario FNOMCeO: ecco come partecipare
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L’intelligenza artificiale, parte integrante della quotidianità clinica, analizza dati, individua pattern, suggerisce diagnosi, ma può davvero comprendere il tremore nella voce di chi ha appena ricevuto una brutta notizia? Sa interpretare il silenzio, la paura, lo sguardo smarrito di un paziente che aspetta una parola di conforto?

Di fronte a queste domande, si apre la seconda edizione del Premio letterario promosso dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, dedicato alla memoria di Roberto Stella. Il concorso, rivolto ai medici e agli odontoiatri italiani, invita a riflettere su una delle sfide più complesse e urgenti della medicina contemporanea, che non riguarda solo la potenza dell’innovazione, ma la sua integrazione con ciò che rende la cura realmente tale, ossia la presenza, l’ascolto, l’empatia.

“Il Premio – dice il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli – nasce per valorizzare il ruolo, l’impegno e la testimonianza umana e professionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. E da questa edizione è intitolato a Roberto Stella, presidente dell’Ordine dei Medici di Varese, primo medico italiano a perdere la vita durante l’emergenza Covid-19, per onorarne la memoria e il profondo senso di dedizione alla professione medica. Stella ha infatti rappresentato l’esempio più alto di impegno, responsabilità̀ e servizio alla collettività, valori che il Premio intende celebrare e tramandare attraverso le testimonianze e i racconti dei colleghi medici e odontoiatri”. 

Il concorso

Per l’edizione 2026, il tema scelto è: “Il futuro della cura tra intelligenza artificiale e umanità”. Un invito a esplorare la convivenza possibile tra la precisione della macchina e la profondità dello sguardo clinico, tra la capacità predittiva degli algoritmi e quella, irrinunciabile, dei professionisti sanitari di riconoscere il volto dell’altro, non come caso ma come persone, senza alcun intento oppositivo o nostalgico, perché la medicina deve stare al passo con i tempi.

L’iniziativa si inserisce nel contesto della Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, che si terrà a Roma il 20 febbraio 2026, e si articola in due sezioni distinte, una dedicata alla narrativa e alla saggistica, l’altra riservata alla poesia.

Gli elaborati, rigorosamente inediti e redatti in lingua italiana, dovranno essere attinenti al tema proposto. Per la sezione narrativa e saggistica, la lunghezza massima è fissata a 6500 battute spazi inclusi, mentre i componimenti poetici potranno contenere fino a 30 versi. Ogni autore potrà partecipare con un solo testo, da inviare in formato Word o PDF all’indirizzo PEC della FNOMCeO (segreteria@pec.fnomceo.it) entro il 10 gennaio 2026, accompagnato dalla liberatoria e dall’informativa sul trattamento dei dati personali. L’invio costituirà, di fatto, accettazione integrale del bando.

Una Commissione giudicatrice, nominata dalla Federazione, valuterà gli elaborati in base alla coerenza con il tema, all’originalità, alla profondità del contenuto, alla qualità espressiva e alla capacità di trasmettere valori umani e professionali. I primi tre classificati per ciascuna sezione verranno premiati con una targa nel corso della cerimonia romana, mentre a tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato. Gli scritti ritenuti più significativi potranno essere pubblicati sui canali istituzionali della FNOMCeO o inseriti in future iniziative culturali, nel pieno rispetto dei diritti d’autore.

“Confidiamo, anche quest’anno, in una partecipazione ampia e sentita, che contribuirà a valorizzare il significato della Giornata e a rafforzare il messaggio che il Premio vuole promuovere, quello di riconoscere e raccontare la dimensione umana, professionale e valoriale dei nostri medici e odontoiatri”, conclude Anelli. 

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