Anthropic ha pubblicato il 30 gennaio 2026 il suo atteso rapporto sulle tendenze della codifica agentica, rivelando un cambiamento radicale nel modo in cui viene costruito il software all interno dei propri laboratori di San Francisco. Secondo i dati diffusi dalla società, la quasi totalità del codice sorgente prodotto nelle ultime settimane dai suoi ingegneri è opera di agenti autonomi guidati dal modello Claude. Boris Cherny, responsabile del progetto Claude Code, ha confermato che per la prima volta nella storia dell azienda il cento per cento delle sue attività di programmazione è stato delegato alla macchina, segnando il passaggio definitivo dalla scrittura manuale alla supervisione strategica. Questa evoluzione non riguarda più solo la correzione di piccoli errori, ma la progettazione di interi sistemi complessi che l intelligenza artificiale gestisce in autonomia per giorni consecutivi. Il motivo di questa accelerazione risiede nella maturità raggiunta dai sistemi agentici, capaci di agire come veri e propri collaboratori digitali che riducono il ruolo umano a quello di architetto e revisore finale.
Il passaggio a una produzione software dominata dagli algoritmi trasforma profondamente l identità professionale di chi, fino a poco tempo fa, passava ore a digitare linee di comando. Gli ingegneri di Anthropic riportano che tra il settanta e il novanta per cento della base di codice aziendale complessiva è oggi generato sinteticamente, permettendo ai team di spedire decine di pull request al giorno senza mai toccare direttamente la tastiera per le modifiche minori. Questo nuovo paradigma, definito codifica agentica, permette agli sviluppatori di concentrarsi sulla scomposizione dei problemi e sulla progettazione dell architettura di sistema, delegando l esecuzione tattica a modelli capaci di ragionare e correggersi da soli. La figura dell ingegnere del software si sta dunque evolvendo verso una forma di coordinamento di alto livello, dove la capacità di fornire una direzione strategica conta più della conoscenza mnemonica di una sintassi di programmazione.
L adozione di questo modello non è rimasta confinata all interno della Silicon Valley, ma ha già iniziato a pervadere il settore enterprise attraverso partnership strategiche su larga scala. Proprio alla fine di gennaio, il gigante dei flussi di lavoro aziendali ServiceNow ha annunciato l integrazione di Claude Code per i suoi ventinovemila dipendenti, con l obiettivo di rendere ogni lavoratore capace di costruire applicazioni agentiche autonome. Questa distribuzione di massa conferma che il valore di un ingegnere nel 2026 risiede nella sua capacità di orchestrare agenti che scrivono codice, valutandone l output e assicurando che il sistema risolva correttamente i problemi degli stakeholder. Il rapporto di Anthropic sottolinea come la produttività sia aumentata esponenzialmente non perché le macchine siano più veloci, ma perché permettono agli esseri umani di gestire progetti di una complessità precedentemente inaccessibile a un singolo individuo.
Nonostante l entusiasmo per queste metriche di efficienza, l azienda avverte che il giudizio umano rimane l unico filtro capace di garantire la sicurezza e la coerenza dei sistemi prodotti. Sebbene gli agenti possano lavorare ininterrottamente per giorni alla costruzione di un applicazione, la responsabilità della decisione finale e della valutazione della qualità resta saldamente nelle mani dei supervisori biologici. Questa forma di collaborazione uomo macchina richiede nuove competenze, legate meno alla logica booleana e più alla capacità di decomposizione dei problemi e alla valutazione critica del rischio. La preoccupazione per una possibile perdita di maestria tecnica tra le nuove generazioni di programmatori viene bilanciata dalla constatazione che l intelligenza artificiale sta colmando i divari di conoscenza tra frontend, backend e infrastruttura, rendendo ogni sviluppatore un professionista potenzialmente completo.
L impatto economico di questa trasformazione inizia a riflettersi anche nei modelli di business delle grandi multinazionali, che vedono nella codifica automatizzata la chiave per modernizzare decenni di applicazioni legacy. La capacità di Claude di analizzare interi repository di codice antico e suggerire refactoring immediati sta eliminando quelli che nel settore vengono chiamati papercuts, ovvero piccoli fastidi tecnici che per anni sono rimasti ignorati a causa della mancanza di tempo umano. Nel nuovo scenario che emerge dal rapporto 2026, il software cessa di essere un manufatto artigianale per diventare un flusso continuo alimentato dal calcolo computazionale e regolato dall intuito creativo.
Alla fine, la scomparsa della scrittura manuale del codice solleva un interrogativo sulla natura stessa dell innovazione in un mondo dove la macchina conosce già tutte le risposte possibili. Se l atto del creare viene ridotto alla selezione di opzioni generate da un assistente perfetto, la vera sfida dell ingegneria potrebbe diventare quella di trovare problemi che l algoritmo non ha ancora imparato a immaginare.