L’Intelligenza Artificiale al servizio dell’arte nel corto "Dear Upstairs Neighbors"

Il corto "Dear Upstairs Neighbors" di Connie He, presentato al Sundance 2026, unisce animazione tradizionale e IA di Google DeepMind. Il progetto dimostra come l'IA possa essere uno strumento artistico di precisione, rispettando lo stile originale degli autori anziché sostituirli.

L’Intelligenza Artificiale al servizio dell’arte nel corto "Dear Upstairs Neighbors"
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All’inizio di questo 2026, il Sundance Film Festival ha ospitato il debutto di “Dear Upstairs Neighbors”, un cortometraggio animato che segna una tappa fondamentale nella collaborazione tra creatività umana e intelligenza artificiale generativa. Il film nasce dalla sinergia tra animatori professionisti tra cui spicca la regista del progetto Connie He (ex animatrice della Pixar) e i ricercatori di Google DeepMind, esplorando come i nuovi strumenti tecnologici possano integrarsi nel processo creativo.

La trama ruota attorno ad Ada, una giovane donna disperatamente a caccia di una notte di riposo, ma tormentata dai rumori incessanti dei suoi vicini del piano di sopra. Con il passare delle ore, la realtà scivola nella fantasia: le sue frustrazioni si trasformano in allucinazioni visive che mescolano animazione tradizionale ed espressionismo astratto.

A differenza di molti progetti che si affidano esclusivamente ai comandi testuali, il team di "Dear Upstairs Neighbors" ha cercato un controllo millimetrico sulla propria visione artistica attraverso diverse innovazioni tecniche. I ricercatori hanno permesso agli artisti di addestrare i modelli Veo e Imagen direttamente sulle proprie opere originali, garantendo che l’IA rispettasse fedelmente lo stile pittorico e la complessa geometria del personaggio di Ada.

Per mantenere la massima precisione sul ritmo comico e sulle inquadrature, sono stati utilizzati bozzetti in 2D o 3D come guida per l'intelligenza artificiale, lasciando a quest'ultima solo il compito di applicare texture e stili complessi, difficili da realizzare a mano. Infine, lo sviluppo di strumenti specifici per modificare aree selezionate del video ha permesso ai registi di intervenire sui singoli dettagli, replicando la cura e la flessibilità tipiche di una produzione cinematografica tradizionale.

Il risultato finale non è stato il frutto di un semplice "clic", ma di un lungo processo di revisione e critica. Per la proiezione sul grande schermo, il team ha utilizzato le capacità di upscaling di Veo per portare i fotogrammi alla risoluzione 4K, aggiungendo dettagli che preservano ogni sfumatura dello stile artistico.

Il processo produttivo di questo cortometraggio mostra una parte del settore cinematografico disposta a utilizzare l'IA come uno strumento e non come un sostituto. Il lavoro di Connie He prende quindi una posizione mediana nel dibattito corrente, non bandendo la nuova tecnologia a priori, ma integrandola in un percorso creativo ben lontano da una semplice delega digitale.

Ad oggi, la sfida resta aperta: bisognerà vedere se le grandi major del settore cinematografico e artistico si spenderanno per una rivoluzione tecnologica ibrida come quella di "Dear Upstairs Neighbors", oppure se mireranno a un utilizzo dell'IA come puro mezzo di “semplificazione” per aumentare il fatturato.

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