“Chi ha costruito questo cortometraggio”: dietro il progetto tra IA, CGI e lavoro sul campo

Il cortometraggio sulla leggenda del Santissimo Crocifisso di Monreale nasce dall’integrazione tra intelligenza artificiale, ricostruzione CGI e lavoro umano. Un progetto che unisce comunicazione, tecnica e memoria collettiva.

“Chi ha costruito questo cortometraggio”: dietro il progetto tra IA, CGI e lavoro sul campo
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Chi ha costruito questo cortometraggio?

Nel caso di questo progetto, la risposta non è sintetizzabile in una sola fase di lavoro. Il risultato finale è il prodotto di un processo che ha integrato competenze diverse: progettazione narrativa, utilizzo di strumenti basati su intelligenza artificiale, ricostruzione visiva e gestione tecnica.

La parte di generazione e utilizzo dell’IA è stata curata direttamente da Marco Messina, collaboratore giornalistico e regista del cortometraggio. La formazione in Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni ha orientato l’impostazione del progetto, con un obiettivo preciso: non utilizzare la tecnologia come elemento dimostrativo, ma come strumento per rendere più accessibile un contenuto complesso.

La componente CGI ha avuto un ruolo centrale. Sono state ricostruite ambientazioni e passaggi temporali che vanno dal Quattrocento fino alla peste del 1626, con l’intento di creare continuità narrativa tra epoche diverse. Il lavoro non si è limitato alla resa visiva, ma ha richiesto una coerenza complessiva tra immagini, ritmo e contenuto storico.

Una scelta rilevante ha riguardato la voce narrante.

Non è stata utilizzata sintesi vocale. La narrazione è stata registrata direttamente, attraverso un lavoro di impostazione, correzione e revisione. Questa decisione ha introdotto un elemento di controllo sul tono e sulla restituzione del contenuto, mantenendo una componente umana all’interno di un progetto fortemente tecnologico.

La parte tecnica è stata seguita da Simone Messina, che ha curato la continuità del progetto, la gestione delle attrezzature e il montaggio finale. Il suo intervento ha contribuito a trasformare materiali eterogenei in un prodotto coerente dal punto di vista cinematografico.

Il cortometraggio racconta la leggenda del Santissimo Crocifisso di Monreale attraverso una struttura che attraversa più epoche. Non si tratta di una ricostruzione puramente descrittiva, ma di un tentativo di rendere comprensibile una tradizione secolare utilizzando un linguaggio contemporaneo.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale si inserisce in questa logica. Non come sostituzione del lavoro creativo, ma come strumento per facilitare la traduzione di contenuti storici in forme visive e narrative accessibili, in particolare a un pubblico più giovane.

La proiezione del 26 aprile in Piazza Guglielmo II rappresenta un momento significativo del progetto.

Una parte della comunità ha assistito a un racconto della propria storia realizzato attraverso strumenti recenti, in un contesto pubblico e condiviso. Il cortometraggio è stato prodotto da Agarinto SRL con il contributo del Comune di Monreale, con il supporto informativo di figure del territorio come il sindaco ing. Alberto Arcidiacono, la dott.ssa Ina Modica e Valentino Mirto.

Il progetto si colloca quindi in un punto di intersezione tra memoria locale, strumenti digitali e comunicazione contemporanea.

Tra i ringraziamenti, particolare rilievo va alle famiglie Miceli, Pirozzo e Turdo per la disponibilità e la fiducia dimostrata nel corso della realizzazione, così come al Comune di Monreale per il supporto istituzionale. Un contributo rilevante è arrivato anche da tutte le persone coinvolte, direttamente o indirettamente, nelle diverse fasi della produzione.

La risposta del pubblico, registrata al termine della proiezione, ha confermato l’efficacia del progetto nel raggiungere l’obiettivo prefissato: rendere accessibile e condivisibile un contenuto legato alla tradizione attraverso un linguaggio attuale.

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