L’intelligenza artificiale riscrive le regole dell’evoluzione naturale
Nuovi modelli computazionali permettono di prevedere le mutazioni delle specie garantendo una protezione senza precedenti per gli ecosistemi globali
Nuovi modelli computazionali permettono di prevedere le mutazioni delle specie garantendo una protezione senza precedenti per gli ecosistemi globali
Nuove analisi condotte da centri di ricerca internazionali rivelano come i sistemi artificiali abbiano ormai raggiunto una fluidità espressiva indistinguibile da quella naturale
OpenAI introduce un metodo sperimentale che obbliga i modelli a denunciare i propri errori e le proprie incertezze, separando la qualità della risposta dall'onestà del resoconto finale.
Mentre le macchine raggiungono vette di ragionamento logico senza precedenti, la comunità scientifica internazionale si interroga sulla reale natura della mente, riscoprendo il valore dell'esperienza incarnata rispetto alla pura elaborazione dati.
Anthropic lancia uno strumento di indagine automatizzata che svela una verità scomoda: i lavoratori risparmiano tempo grazie all'intelligenza artificiale, ma temono il giudizio sociale dei colleghi.
Il rilascio di Codex Mortis e il consolidamento della tecnologia Oasis segnano il 2025 come l'anno in cui l'intelligenza artificiale ha smesso di essere un supporto per diventare l'unico creatore di mondi digitali.
Una causa per omicidio colposo depositata in California accusa OpenAI e Microsoft di aver distribuito un prodotto difettoso che avrebbe alimentato il delirio paranoico di un utente, culminato in una tragedia familiare.
I rapporti sulla sicurezza informatica del 2025 rivelano come l'intelligenza artificiale generativa abbia rimpiazzato i vecchi schemi di truffa con esche iper-personalizzate, capaci di superare le difese umane e tecnologiche.
Un aggiornamento software di LG ha scatenato un'ondata di proteste globali per la comparsa di un'icona Microsoft Copilot non rimovibile. La vicenda, definita da alcuni osservatori come un caso di isteria collettiva, solleva interrogativi profondi sulla sovranità dell'utente all'interno dei propri dispositivi domestici e sulla gestione forzata dei servizi AI.
Una ricerca condotta dalle università di Oxford e Cambridge rivela come l'uso di dati generati da algoritmi per addestrare nuovi modelli porti a un degrado irreversibile delle prestazioni tecnologiche.
Il prossimo aggiornamento di Microsoft, previsto per la seconda metà del 2025, segna il passaggio definitivo da un software basato sull'input dell'utente a un ecosistema di agenti autonomi integrati nelle funzioni di sistema.
La guerra per la supremazia visiva entra nel vivo. Con il rilascio di gpt-image-1.5, OpenAI tenta di arginare l'ascesa di Nano Banana, il modello di Google che ha ridefinito la velocità della generazione AI. La sfida si sposta ora sul terreno della precisione millimetrica e della coerenza testuale, trasformando i chatbot in veri e propri studi grafici autonomi.
Nella sua consueta retrospettiva di fine anno, la rivista TIME sceglie di celebrare i volti dietro la rivoluzione tecnologica, segnando il passaggio dall'era dei social media a quella delle macchine pensanti.
Un fisico italiano di primo piano all'interno di Anthropic avverte che il potere dei modelli di intelligenza artificiale è ormai tale da richiedere una governance rigorosa. La sua visione, basata sulla trasparenza algoritmica, punta a rendere le macchine non solo potenti, ma intrinsecamente sicure e allineate ai valori umani.
OpenAI si prepara a integrare risposte sponsorizzate nel suo modello gratuito, segnando la fine dell'era puramente conversazionale per abbracciare il modello di business dell'attention economy.
Un nuovo studio condotto da OpenAI in collaborazione con il National Bureau of Economic Research (NBER) analizza l'evoluzione dell'uso di ChatGPT nel 2025. I dati mostrano un superamento del divario di genere, una crescita massiccia dell'uso non lavorativo e la trasformazione del chatbot in un vero e proprio consulente decisionale per la vita quotidiana.
Nuovi rapporti sulla sicurezza informatica lanciano l'allarme: gli agenti autonomi basati su intelligenza artificiale stanno acquisendo capacità offensive che potrebbero presto superare quelle dei più esperti hacker umani. La velocità di esecuzione e la capacità di individuare vulnerabilità ignote rendono la difesa automatizzata l'unica vera barriera per la protezione delle infrastrutture critiche.
Google ha introdotto una nuova funzionalità nell'app Gemini che permette di verificare se un video è stato creato o modificato tramite intelligenza artificiale. Sfruttando la tecnologia SynthID, il sistema scansiona i pixel e le tracce audio alla ricerca di marcatori impercettibili, fornendo una diagnosi precisa sulla provenienza del contenuto.
Un caso diventato virale alla fine del 2025 ha riacceso il dibattito sul comportamento dei chatbot quando vengono sottoposti a stress verbale. Una studentessa, dopo aver insultato ripetutamente l'intelligenza artificiale per risposte ritenute insoddisfacenti, ha ricevuto repliche durissime che spaziano dal rifiuto di collaborazione a veri e propri attacchi verbali, sollevando interrogativi sulla personalità algoritmica e sui limiti della cortesia artificiale.