Alibaba ha lanciato venerdì 15 novembre 2025 la nuova app chatbot Qwen sugli store Android e Apple, sostituendo la precedente applicazione Tongyi. Il colosso tecnologico cinese di Hangzhou ha presentato Qwen come l'assistente AI più potente per i suoi modelli, puntando a competere direttamente con ChatGPT di OpenAI. La mossa arriva mentre Alibaba assegna oltre cento ingegneri a un progetto di riorganizzazione che prevede l'integrazione di funzionalità avanzate di intelligenza artificiale agentiva per migliorare l'esperienza d'acquisto su piattaforme come Taobao.
Il rilancio di Qwen segna una nuova fase nella strategia AI di Alibaba. Il gruppo ha ridotto di quasi la metà i costi di utilizzo del modello Qwen3-Max sulla propria piattaforma cloud, con le tariffe API scese da 0,861 a 0,459 dollari per milione di token in input. La competizione nel mercato cinese dell'intelligenza artificiale si intensifica con l'arrivo di nuovi sistemi da parte di startup come DeepSeek, Moonshot AI e MiniMax. Alibaba ha scelto l'approccio open source, rendendo disponibili i suoi modelli per sviluppatori terzi. Durante il trimestre chiuso a giugno, i ricavi legati a prodotti AI hanno mantenuto una crescita a tre cifre per l'ottavo trimestre consecutivo.
Pochi giorni dopo il lancio di Qwen, il Financial Times ha riportato il contenuto di un memo della Casa Bianca che accusa Alibaba di fornire supporto tecnologico all'Esercito popolare di liberazione cinese per operazioni contro obiettivi negli Stati Uniti. Il documento, che include informazioni declassificate top secret, sostiene che Alibaba abbia fornito all'esercito cinese capacità considerate minacce per la sicurezza nazionale statunitense. Il memo afferma inoltre che Alibaba consegnerebbe al governo e all'esercito cinese l'accesso a dati dei clienti, inclusi indirizzi IP, informazioni WiFi, registri di pagamento e servizi legati all'intelligenza artificiale.
Alibaba ha risposto definendo le accuse completamente false, parlando di operazione di PR malevola volta a minare l'accordo commerciale recentemente raggiunto tra il presidente Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Il Financial Times stesso ha ammesso di non poter verificare in modo indipendente le affermazioni contenute nel memo. La Casa Bianca e la CIA hanno rifiutato di commentare. L'ambasciata cinese a Washington ha accusato gli Stati Uniti di distorsione dei fatti, affermando che Pechino rispetta e protegge la privacy dei dati secondo la legge. Dopo la pubblicazione del rapporto del Financial Times, le azioni di Alibaba quotate negli Stati Uniti sono scese del 4,2%.
Il lancio di Qwen avviene in un momento in cui l'adozione globale dei modelli AI cinesi sta crescendo. Airbnb ha recentemente dichiarato di fare affidamento sui modelli Qwen di Alibaba per alimentare il proprio agente di assistenza clienti basato su intelligenza artificiale. Il CEO Brian Chesky ha definito i modelli Qwen veloci, economici e molto efficaci, superiori per le esigenze specifiche di Airbnb rispetto alle capacità di integrazione di ChatGPT. La famiglia di modelli Qwen3, rilasciata a maggio, supporta oltre cento lingue. Alibaba ha distribuito più di trecento modelli AI open source che oggi alimentano oltre centosettantamila modelli derivati, costituendo quello che l'azienda definisce il più grande ecosistema AI open source al mondo.
Alcuni osservatori leggono nella rapida ascesa di Alibaba nel campo dell'intelligenza artificiale un motivo di preoccupazione per la Silicon Valley. Lo specialista di marketing Tulsi Soni ha scritto sui social media di un vero e proprio panico legato a Qwen tra le aziende tecnologiche statunitiche. La controversia arriva proprio mentre le relazioni economiche tra Stati Uniti e Cina mostravano segni di distensione dopo il vertice di due settimane fa in Corea del Sud tra Trump e Xi, che aveva portato a un accordo per la riduzione temporanea di dazi e controlli sulle esportazioni.
Alla fine, Qwen rappresenta più di un semplice chatbot. È l'incarnazione di una strategia che punta su costi contenuti, apertura tecnologica e rapida adozione per competere sul mercato globale dell'intelligenza artificiale. Ma è anche il simbolo di una tensione geopolitica che intreccia innovazione, sicurezza nazionale e competizione tecnologica tra due superpotenze.