Amazon accende i reattori nucleari per alimentare l’AI: la nuova frontiera dell’energia pulita

Amazon punta su reattori nucleari modulari (SMR) per sostenere il boom dell’intelligenza artificiale e centri dati: un piano da gigawatt, decine di miliardi in investimenti, e un’operazione che ridefinisce il binomio tech-energia.

Amazon accende i reattori nucleari per alimentare l’AI: la nuova frontiera dell’energia pulita
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Amazon scende in campo col nucleare con l'obiettivo di alimentare i propri data center e le infrastrutture di intelligenza artificiale con energia carbon-free 24 ore su 24. Il progetto “Cascade Advanced Energy Facility”, annunciato per lo Stato di Washington in collaborazione con Energy Northwest e X‑energy, prevede fino a 12 reattori modulari (SMR) della serie Xe-100 per una capacità complessiva fino a 960 MW.

La domanda di energia extra è guidata dal vertiginoso aumento dei carichi di lavoro legati all’AI: i modelli, i server, le infrastrutture emergenti richiedono una base energetica stabile, continua e con impatto ambientale ridotto. Le energie solare ed eolica, pur fondamentali, non sempre garantiscono la continuità necessaria in ambienti dove l’interruzione non è un’opzione. Per questo Amazon definisce i SMR «energia affidabile, carbon-free, progettata per alimentare l’AI e gli strumenti digitali che fanno parte della nostra vita».

Il piano di Amazon è imponente e infatti ha già finanziato X-energy con oltre mezzo miliardo di dollari e mira a generare più di cinque gigawatt di nuova capacità nucleare entro il 2039 negli Stati Uniti. 

Ma non mancano i nodi: la costruzione dei moduli richiede permessi, infrastrutture, supply-chain globale (inclusa la partnership con la coreana KHNP e Doosan Enerbility) e tempi che si estendono verso la decade successiva.

Questo passaggio di Amazon segna un cambio di paradigma: da cliente “passiva” di energia a investitore e produttore diretto, integrando energia e tecnologia. La scelta di puntare su reattori nucleari modulari suggerisce che l’AI non sia solo software e algoritmi, ma infrastruttura fisica con profilo energetico industriale. Tuttavia, resta da chiarire come verranno gestiti costi, rischi regolatori e accettazione pubblica di un’operazione nucleare in territorio civile, nonché in che modo l’energia prodotta influenzerà la competitività dei data center e l’economia energetica dei territori coinvolti.
In definitiva, Amazon mostra che la corsa all’IA non è solo questione di chip e dati — è innanzitutto una sfida energetica. E al centro di questa sfida c’è l’atomo, scelto come alleato dei server del futuro.

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