Il dialogo immaginario con Empedocle di Akragas è l’indiscusso protagonista dell’ottava edizione del Festival delle Filosofie, che quest’anno si tiene ad Agrigento, Capitale Italiana della Cultura 2025. “Sotto il segno di Empedocle un viaggio filosofico nell’antico alla ricerca di risposte per la contemporaneità" è il titolo di un Festival che prende spunto dalla contraddittoria figura del filosofo di Akagras, per promuovere riflessioni che intrecciano il passato con le sfide contemporanee. Già lo scorso anno il Festival aveva affrontato il tema dell’intelligenza artificiale costruendo intorno ad essa l’intera edizione declinandone i diversi aspetti.
Anche quest’anno, seguendo una linea di continuità, sarà presentato un progetto che presenta un inedito e affascinante dialogo immaginario con un Empedocle ricostruito attraverso strumenti di IA generativa. Il progetto porta la firma di Terzanotizia e nasce all’interno della rubrica “Interviste Impossibili” un laboratorio narrativo che dà corpo e parola a figure storiche e personaggi illustri attraverso le potenzialità dell’intelligenza artificiale. La formulazione filosofica delle risposte è stata sviluppata con il supporto di ChatGPT, mentre l’adattamento stilistico del linguaggio è stato realizzato tramite Claude. Il volto digitale del filosofo e le ricostruzioni visive sono stati generati con Google Nano Banana e Sora. La voce e la componente interpretativa derivano dalla sintesi vocale di Invideo.io e dalla sincronizzazione labiale resa possibile da HeyGen. Le domande, ideate da Carlo Baiamonte, aprono un percorso attraverso Amore e Discordia, Democrazia, Guerra, Natura e Destino umano. L’intervista, condotta da Mariella Spagnolo, combina ricerca storica, linguaggio poetico e tecnologie digitali per restituire a Empedocle una voce capace di parlare alla contemporaneità.
L’ideazione, la direzione concettuale e la costruzione dell’opera sono di Marco Giacalone, editore di Terzanotizia e professore di informatica presso la LUMSA, che ne ha guidato visione, forma e identità espressiva a lui rivolgiamo alcune domande.
Com'è nata l'idea dell'intervista impossibile a Empedocle?
L'idea nasce da una domanda molto semplice: cosa accadrebbe se una figura della nostra storia, non filtrata dalle interpretazioni moderne ma ricostruita nella sua voce e nel suo tono, potesse tornare a parlare oggi grazie all'intelligenza artificiale? Empedocle è un filosofo che appartiene profondamente alla Sicilia e allo stesso tempo al cosmo. Mi affascinava l'idea di portarlo fuori dai manuali e farlo dialogare con la comunità contemporanea, non come reliquia, ma come interlocutore vivo.
Perché proprio Empedocle?
Il Festival delle Filosofie di quest'anno è interamente dedicato a Empedocle e si svolge ad Agrigento, la sua città. Era quindi quasi inevitabile prendere lui come interlocutore privilegiato. Restituirgli una voce attraverso l'intelligenza artificiale è stato un modo per trasformare il tema del Festival in un'esperienza viva: non parlare di Empedocle, ma far parlare Empedocle stesso alla sua comunità, nel luogo da cui tutto è iniziato.
Qual è stato il contributo di Carlo Baiamonte?
Le domande sono sue. E questo ha fatto la differenza. Carlo ha costruito un percorso di senso, non un esercizio tecnico. Ha portato Empedocle a confrontarsi con temi che toccano il presente: la verità, la guerra, la democrazia, l'identità umana. Le domande, con la loro profondità, hanno generato le risposte. È un lavoro a quattro mani.
Come avete "costruito" la voce di Empedocle?
Ho usato un approccio multistrato. ChatGPT ha lavorato sulla struttura concettuale e filosofica delle risposte, mentre Claude ha modellato lo stile, il tono poetico, il ritmo che richiama i frammenti empedoclei. La voce non è imitazione: è ricostruzione plausibile. Il volto digitale, generato con Google Nano Banana, e le scene animate da Sora completano l'immersione visiva. La voce sintetica di Invideo.io e la sincronizzazione labiale di HeyGen restituiscono una presenza piena.
Quanta tecnologia c'è dietro? E quanto lavoro umano?
C'è molta tecnologia, ma senza la direzione umana non funzionerebbe nulla. La parte concettuale, la visione, la costruzione del personaggio, il ritmo del dialogo e l'integrazione di tutti gli strumenti sono frutto di un lavoro artigianale. Ho usato sei diverse intelligenze artificiali, oltre 120.000 token generati, più di 60 iterazioni di prompt engineering. Ma ciò che dà senso al progetto non è il numero, è la direzione creativa.
Che cosa si vedrà nei sei pannelli esposti al Festival?
Non è una mostra nel senso tradizionale. I pannelli non spiegano: invitano. Contengono estratti dell'intervista e un QR code che permette di accedere al video. È un'esperienza che fonde parola, immagine e tecnologia. Ho voluto creare un ponte tra l'antico e il presente, tra la voce di un filosofo del V secolo e gli strumenti di oggi.
Qual è il valore filosofico di tutto questo?
Dimostrare che l'intelligenza artificiale non è solo calcolo, ma uno strumento in grado di attivare memoria, dialogo, riflessione. Non sostituisce il pensiero umano, ma può riattivarlo. E poi c'è un altro punto: Empedocle non parla solo di filosofia. Parla di noi, della nostra tendenza a dividerci, della nostra incapacità di ascoltare, della nostra presunzione di essere al centro del cosmo. In questo senso, è un pensatore drammaticamente attuale.
E il valore sociale?
Viviamo in un'epoca in cui la verità è fragile, manipolabile, liquida. Riportare alla vita un filosofo antico attraverso l'IA è un modo per provocare: possiamo usare la tecnologia per creare confusione, ma anche per creare consapevolezza. Questa è la sfida. E questa è la responsabilità.
Cosa spera che il pubblico porti via da questa esperienza?
Non tanto risposte, piuttosto domande. Anche solo una. Il compito della filosofia è questo: lasciare aperta una porta, non chiuderla. Se Empedocle, con la sua nuova voce, riuscirà a far nascere un dubbio, una curiosità, un pensiero nuovo, allora il progetto avrà avuto senso.
Da oggi, sarà possibile esplorare sei pannelli tematici con foto e contenenti estratti dell’intervista ed un QR code per accedere alla versione video integrale.