UniPa lancia Rack, il supercomputer per l’IA che mette la potenza di calcolo al servizio del territorio

All’Università degli Studi di Palermo è arrivato Rack, un’infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni pensata per sostenere la ricerca sull’intelligenza artificiale e trasformare questa potenza in servizi utili anche fuori dall’ateneo

UniPa lancia Rack, il supercomputer per l’IA che mette la potenza di calcolo al servizio del territorio
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"Stiamo per inaugurare il complesso di intelligenza artificiale fra i più potenti in Italia e sicuramente sarà la struttura pubblica più performante, tra l'altro con una valenza votata proprio alla ricerca, che non riguarda soltanto le discipline scientifiche ma coinvolge anche l’area umanistica".

Così il rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri, racconta il salto tecnologico che l’Ateneo sta mettendo in campo con "Rack", un’infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni pensata per sostenere l’addestramento e lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale su larga scala. L’obiettivo è farne una leva per la ricerca interna, ma anche una risorsa capace di generare ricadute concrete fuori dall’università, dal supporto alla digitalizzazione sanitaria fino a possibili applicazioni per la pubblica amministrazione e i bisogni della città.

"Oggi l'intelligenza artificiale sta avendo un'importanza strategica, quindi noi la vogliamo aprire ai nostri docenti, ai nostri studiosi, sui nostri dottorandi per fare ricerca ma anche per offrire servizi alla città, quindi ancora una volta l'idea di un ateneo aperto alle esigenze del territorio, volano di crescita e con un chiaro intendimento di permettere il raggiungimento di obiettivi che un tempo erano considerati veramente inarrivabili - spiega il Rettore -. Il Rack, dal valore di quasi due milioni di euro, è già operativo all'interno del sistema informativo dell'Università degli Studi di Palermo, con la fase di formazione in pieno svolgimento. Sulla macchina si stanno infatti addestrando sia personale di Unipa che collaboratori di realtà come Sicilia Digitale, nostro partner per l'informatizzazione delle strutture sanitarie regionali. Questo dimostra che il progetto non è ancora all'inizio, ma sta già generando risultati concreti in termini di formazione e di creazione di connessioni operative".

"L'Università di Palermo diventa un vero e proprio data center con una capacità di calcolo molto importante. Ora è chiaro che una macchina del genere, diciamo una Ferrari, va sfruttata al pieno delle sue potenzialità e le potenzialità di questa macchina sono molte", sottolinea Calogero Cammà, a capo della cabina di regia sull’intelligenza artificiale istituita dal Rettore e delegato per il funzionamento delle Scuole di Specializzazione di area sanitaria di UniPa, oltre esser direttore dell’unità operativa complessa di Gastroenterologia del Policlinico di Palermo.

"Tutti i dipartimenti dell'Università di Palermo potranno usufruire di una macchina con una grande potenza di calcolo per implementare programmi di ricerca, di sviluppo e di innovazione tecnologica a Palermo - aggiunge Cammà -.Un secondo importante utilizzo di questa macchina è favorire il sistema di digitalizzazione della sanità. A questo proposito la dottoressa Furnari, direttore generale del Policlinico, ha istituito un altro tavolo tecnico che io coordino, di digitalizzazione e di intelligenza artificiale del Policlinico, che ovviamente può giovarsi di questa potenza di calcolo che noi abbiamo. Il Policlinico universitario ha una mission specifica nel favorire e nell'implementare modelli di digitalizzazione e di intelligenza artificiale, per esempio in radiologia, in endoscopia, in istologia, nel ragionamento clinico".

"Un terzo, non ultimo, importante utilizzo è quello di ospitare su questa macchina alcune reti regionali già funzionanti che fino al 31 dicembre, per dieci anni, sono state ospitate dal Cineca, ma che per il 26 il Cineca ha deciso di occuparsi di altro. La rete Sintesi dell'epatologia siciliana che noi abbiamo coordinato, verosimilmente stiamo cercando di capire come potrà migrare su questa macchina - prosegue -. E poi c’è tutto l’utilizzo amministrativo che una macchina così potente può supportare. Il Comune di Palermo può essere interessato a un’infrastruttura di calcolo importante, anche solo per affrontare temi ambientali e di mobilità. La città smart, la città intelligente del futuro, ha bisogno di infrastrutture di calcolo importanti".

Le prospettive, però, si allargano ancora, con l’idea di mettere questa capacità di calcolo al servizio della programmazione sanitaria.

"Questa infrastruttura, e ne stiamo discutendo anche col rettore, deve essere messa a disposizione della pianificazione sanitaria regionale, perché non c’è solo la rete Sintesi - continua Cammà -. Ci sono altre reti importanti, come quella dei tumori alla prostata e quella della reumatologia, che potrebbero essere ospitate in questa struttura di calcolo che abbiamo acquisito".

"È un’occasione che non dobbiamo sprecare. Abbiamo fatto un investimento importante e abbiamo una macchina ad alte prestazioni. Il know how e le competenze per farla funzionare sono già dentro l’università, quindi siamo fiduciosi che questo data center potrà diventare un punto di riferimento per la città e per la Regione", conclude Midiri.

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