L’annuncio della ricerca di personale in Italia per xAI (la società di intelligenza artificiale fondata da Elon Musk), si inserisce in un quadro più ampio di relazioni politiche e preoccupazioni sociali che legano il miliardario al nostro Paese. L’operazione, rilanciata su X dal suo referente italiano Andrea Stroppa, punta ad arruolare esperti per l'addestramento di Grok, il chatbot multimodale integrato nella piattaforma X.
Dietro la ricerca di "tutor" italiani non c'è solo la necessità tecnica di migliorare le capacità linguistiche e visive dell'IA. Il coinvolgimento di Musk in Italia è profondamente intrecciato con la sua alleanza politica con la premier Giorgia Meloni. Questa convergenza di interessi politici ed economici con il governo italiano ha trasformato l'imprenditore in una figura centrale del dibattito pubblico.la premier lo ha difeso dalle critiche dell’opposizione, la quale contesta a Musk la gestione della libertà d'espressione su X e le zone d'ombra sull'etica dei suoi algoritmi.
La scelta di investire in "AI Tutor" locali risponde alla strategia di xAI di estrarre competenze culturali specifiche per rendere i propri modelli linguistici (Large Language Models) competitivi nel mercato europeo. Per insegnare a Grok a comprendere non solo la lingua, ma anche le sfumature dell'ironia visiva, i riferimenti regionali e i gesti tipici della cultura italiana, il lavoro umano resta una risorsa indispensabile e, in questa fase, più economica rispetto allo sviluppo di una comprensione autonoma della macchina.
L'attività richiesta è quella del RLHF (Reinforcement Learning from Human Feedback), un processo dove l'uomo corregge e valuta le risposte dell'IA. Per questo ruolo, xAI offre una retribuzione che arriva fino a 260 euro al giorno (circa 35 euro l'ora). Una cifra considerevole per il mercato del lavoro italiano, che sembra voler attirare rapidamente talenti provenienti da settori come la scrittura creativa, il design e la fotografia, trasformandoli in "addestratori" di dati.
In un contesto in cui Musk cerca di colmare il divario con giganti come OpenAI e Google, l'Italia appare come un bacino di dati e competenze strategico in questa corsa globale. Stroppa ha inoltre anticipato che le assunzioni potrebbero presto estendersi anche ad ambiti finanziari e umanistici, espandendo l'influenza delle aziende di Musk nel mercato professionale italiano.
Questa operazione dimostra come la tecnologia possa essere utilizzata come uno strumento di influenza, dove l'addestramento di un algoritmo diventa il punto di contatto tra gli interessi di una big tech globale e le dinamiche politiche nazionali.
È interessante notare come vengano richieste competenze specifiche umane per addestrare una tecnologia che, nel lungo periodo – e in mansioni specifiche – mira a sostituire o meglio automatizzare quelle stesse competenze. Come sempre, il dubbio sta nella linea di confine sull'utilizzo e lo scopo del mezzo IA, e come quest'ultimo possa essere uno strumento in mano ai creativi e non un sostituto di questi ultimi.