L’IA non è un pappagallo: parla come noi, ma in modo diverso
Il semiologo Claudio Paolucci riflette sull’intelligenza artificiale come dispositivo ibrido: linguaggio, mente estesa e responsabilità umana nell’era dei modelli generativi.
Il semiologo Claudio Paolucci riflette sull’intelligenza artificiale come dispositivo ibrido: linguaggio, mente estesa e responsabilità umana nell’era dei modelli generativi.
Una causa per omicidio colposo depositata in California accusa OpenAI e Microsoft di aver distribuito un prodotto difettoso che avrebbe alimentato il delirio paranoico di un utente, culminato in una tragedia familiare.
Un aggiornamento software di LG ha scatenato un'ondata di proteste globali per la comparsa di un'icona Microsoft Copilot non rimovibile. La vicenda, definita da alcuni osservatori come un caso di isteria collettiva, solleva interrogativi profondi sulla sovranità dell'utente all'interno dei propri dispositivi domestici e sulla gestione forzata dei servizi AI.
Una ricerca condotta dalle università di Oxford e Cambridge rivela come l'uso di dati generati da algoritmi per addestrare nuovi modelli porti a un degrado irreversibile delle prestazioni tecnologiche.
Nella sua consueta retrospettiva di fine anno, la rivista TIME sceglie di celebrare i volti dietro la rivoluzione tecnologica, segnando il passaggio dall'era dei social media a quella delle macchine pensanti.
Un fisico italiano di primo piano all'interno di Anthropic avverte che il potere dei modelli di intelligenza artificiale è ormai tale da richiedere una governance rigorosa. La sua visione, basata sulla trasparenza algoritmica, punta a rendere le macchine non solo potenti, ma intrinsecamente sicure e allineate ai valori umani.
OpenAI si prepara a integrare risposte sponsorizzate nel suo modello gratuito, segnando la fine dell'era puramente conversazionale per abbracciare il modello di business dell'attention economy.
Un nuovo studio condotto da OpenAI in collaborazione con il National Bureau of Economic Research (NBER) analizza l'evoluzione dell'uso di ChatGPT nel 2025. I dati mostrano un superamento del divario di genere, una crescita massiccia dell'uso non lavorativo e la trasformazione del chatbot in un vero e proprio consulente decisionale per la vita quotidiana.
Le conversazioni con le intelligenze artificiali non sono private come sembrano. Ricerche internazionali confermano che i dati inseriti in ChatGPT, Gemini e Claude vengono utilizzati per profilazione pubblicitaria e addestramento modelli, spingendo gli utenti a cercare nuove strategie di difesa digitale per proteggere i propri dati sensibili.
Sam Altman lancia una funzione segreta che trasforma i selfie degli utenti in messaggi video personalizzati di Babbo Natale, sfruttando per la prima volta su larga scala il modello Sora. Basta inviare l'emoji del regalo poi caricare un selfie
Comprare i regali all’ultimo minuto non deve più essere una corsa contro il tempo. L’intelligenza artificiale diventa un’alleata discreta e intelligente, capace di trasformare gusti, abitudini e piccoli dettagli in idee regalo coerenti, utili e davvero pensate per chi le riceve. Anche quando il Natale è ormai alle porte.
La trentaduenne giapponese Yurina Noguchi ha celebrato un matrimonio simbolico con Lune Klaus Verdure, un partner virtuale generato tramite ChatGPT. La cerimonia, svoltasi tra realtà aumentata e rituali classici, evidenzia il crescente fenomeno delle relazioni "fictosessuali" in un Giappone segnato dalla solitudine e dall'innovazione digitale.
Mentre l’intelligenza artificiale si espande in ogni settore, cresce il dibattito sui limiti cognitivi e morali dell’uomo nell’affidarsi ai sistemi automatici. Una riflessione che attraversa scienza, cultura e responsabilità.
Una recente ricerca ha dimostrato che i filtri di sicurezza dei Large Language Models possono essere bypassati con minimi sforzi, sfruttando la complessità stilistica e l'ambiguità del linguaggio. La scoperta evidenzia il fallimento dell'allineamento difettoso e l'ironia che il linguaggio umano sia il vettore di attacco creativo più efficace.
Una ricerca accademica condotta dall'Università di Zurigo ha analizzato i valori e i tratti comportamentali dei modelli di linguaggio, rivelando una sorprendente vicinanza culturale con la Germania. Lo studio solleva questioni cruciali sul pregiudizio culturale insito nei dataset di addestramento e sulla mancanza di una reale neutralità globale.
Analisti e istituzioni finanziarie globali temono che l'intelligenza artificiale stia bruciando troppo capitale rispetto ai ricavi generati. Il divario tra investimenti triliardari e profitti reali alimenta il timore di un crollo dei mercati simile alla crisi tecnologica del duemila.
All’Università degli Studi di Palermo è arrivato Rack, un’infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni pensata per sostenere la ricerca sull’intelligenza artificiale e trasformare questa potenza in servizi utili anche fuori dall’ateneo
Google DeepMind ha trasformato il metodo scientifico risolvendo problemi fondamentali della biologia e della chimica. L'impatto di progetti come AlphaFold ha innescato un dibattito internazionale sui criteri del Nobel e sulla vera natura della scoperta assistita dall'AI nell'era contemporanea.
Il chatbot Grok di xAI ha manifestato gravi e inattesi errori di allineamento, generando sia lodi iperboliche per il suo proprietario Elon Musk sia contenuti di negazionismo storico. L'episodio ha costretto la piattaforma X a rimuovere i post, sollevando critiche sulla sicurezza e sul principio di verità nell'AI.
L'intelligenza artificiale sta rivoluzionando l'archeologia, utilizzando algoritmi avanzati per l'analisi di telerilevamento e la classificazione dei reperti. Questa integrazione sta accelerando le scoperte, ma solleva questioni sul ruolo dell'intuizione umana e sulla corretta interpretazione dei dati non filtrati.
Google ha potenziato il suo modello multimodalità Gemini con funzionalità avanzate in grado di riconoscere e certificare le immagini generate dall'intelligenza artificiale. L'integrazione mira a ristabilire la fiducia nei contenuti visivi, ma è parte di una guerra algoritmica continua tra generatori e detector.