La notte in cui il calcio e la tecnologia si incontrano sul prato del Santiago Bernabéu sarà probabilmente ricordata come un piccolo spartiacque. Nella sfida tra Real Madrid e Juventus, infatti, debutta un progetto battezzato “Prime Vision”, pensato per portare l’intelligenza artificiale non solo dietro le quinte ma in prima fila, davanti agli occhi dello spettatore – virtuale e reale.
Il club spagnolo ha annunciato che verranno installate circa cento telecamere all’esterno dello stadio, in collaborazione con Apple, allo scopo di dare ai tifosi “virtuali” – un concetto che già ora suona futuribile – la possibilità di vivere l’atmosfera del «Bernabéu infinito». Secondo quanto riportato, questi tifosi esterni allo stadio potrebbero acquistare – pagando caro – un visore Apple Vision e auricolari AirPods “aviation-grade”, per sentirsi davvero parte della scena.
Non è un caso isolato: il Real Madrid è già da tempo tra i pionieri dell’uso dell’IA nello sport, non solo per l’engagement dei tifosi ma anche per il reclutamento, l’analisi dei giocatori, il merchandising e la sperimentazione di nuove fonti di ricavo.
Per la Juventus, che ha storicamente promosso iniziative legate all’innovazione – basti pensare al programma “Juventus Forward” e alle collaborazioni con realtà italiane di AI – siamo di fronte a una mossa importante: non solo affrontare una grande rivale sul campo, ma partecipare (anche se indirettamente) a un esperimento che ridefinisce il concetto di “matchday”.
Il cuore dell’operazione è sostanzialmente questo: trasformare lo spettatore passivo in un partecipante immerso, aumentare i momenti di interazione, moltiplicare i contenuti generati – una fan-experience più ampia e più profonda. In un calcio in cui l’innovazione digitale è ormai tanto strategica quanto la scelta dell’undici titolare, Prime Vision sembra rappresentare un passo verso la modernizzazione totale dell’evento sportivo.
Restano però alcune domande da chiarire: quanti potranno davvero accedere a questa esperienza “immersiva”? Quale sarà il prezzo reale e la scala dell’operazione? E soprattutto: come sarà gestita la privacy, la protezione dei dati, la qualità dell’immersione virtuale? Il Real Madrid sembra essersi preparato, avendo già sperimentato l’IA in vari processi aziendali, ma ora si tratta di portare tutto dal laboratorio al match di Champions.
In fondo, anche per la Juventus è un banco di prova: non solo per l’avversario sul campo, ma per capire come si muove il calcio che verrà. Per gli spettatori, una partita; per l’industria, un’anteprima.